Tra digitalizzazione, intelligenza artificiale e transizione green, il mondo della formazione si interroga sul lavoro di domani. Fondo For.Te. porta il suo contributo a uno degli eventi più rilevanti del settore, rafforzando l’alleanza tra imprese, enti formativi e sistemi di finanziamento: vediamo insieme alcuni dei punti chiave dell’iniziativa e quali sono gli spunti più interessanti da tenere in considerazione.

Quali competenze servono davvero per affrontare i cambiamenti che stanno completamente trasformando il mondo del lavoro? Quali strumenti sono davvero efficaci per preparare aziende e lavoratori? Come può la formazione continua rispondere a sfide sempre più complesse come l’innovazione tecnologica e la sostenibilità ambientale? Sono questi i quesiti al centro dell’Innovation Training Summit 2025, evento di punta organizzato da EFI che ha riunito a Milano esperti, imprese e rappresentanti istituzionali.
Fondo For.Te., uno dei principali attori nel sistema dei fondi interprofessionali, ha preso parte al Summit con un intervento significativo nel panel dedicato ai finanziamenti per la formazione continua.
Formazione continua e flessibilità: le soluzioni di Fondo For.Te.

Durante il suo intervento, Eleonora Pisicchio, Direttore di Fondo For.Te., ha messo l’accento sulla necessità di costruire percorsi formativi in grado di anticipare i bisogni futuri, piuttosto che inseguirli. “Investire nella formazione – ha sottolineato – significa oggi saper leggere le traiettorie del cambiamento e rispondere con prontezza alle esigenze di imprese e lavoratori, soprattutto nei settori più esposti alla transizione digitale e green”.
Non solo contenuti formativi, ma anche modalità di accesso più snelle e orientate alle reali esigenze del mondo produttivo: su questo si è concentrato il passaggio in cui Pisicchio ha ribadito l’identità del Fondo, che da sempre punta a mantenere un dialogo diretto con le aziende e con gli enti di formazione, senza perdere l’efficacia a causa della burocrazia.
La partecipazione del Fondo For.Te. al Summit non è stata solo rappresentativa, ma ha dimostrato un impegno concreto nel promuovere modelli di formazione evoluti, accessibili e mirati. Attualmente, tra lavoro e formazione, l’adattabilità è la vera competenza e il ruolo dei fondi interprofessionali si conferma centrale per traghettare il sistema produttivo italiano verso una nuova normalità.
L’evento si è chiuso con una forte chiamata all’azione: creare reti di collaborazione tra pubblico e privato per far sì che l’innovazione non sia solo una parola d’ordine, ma una pratica quotidiana che parte – e passa – dalla formazione.
