Solo il 10% delle aziende italiane integra l’Intelligenza Artificiale nei percorsi formativi. Privacy, competenze interne e costi sono le principali barriere, ma i vantaggi potenziali fanno pensare a scenari promettenti per il futuro: vediamo insieme quali sono le prospettive per un delineare nuove modalità di formazione e come utilizzare uno strumento che sarà sempre più importante.

Nonostante il crescente interesse per l’Intelligenza Artificiale (IA) in ambito aziendale, solo una piccola percentuale delle imprese italiane ha iniziato a sfruttarne il potenziale nella formazione del personale. Questo è uno dei dati più significativi emersi dal quarto rapporto della Corporate Education Community della Polimi Graduate School of Management. L’indagine, condotta su un campione di 349 aziende, sottolinea come l’IA venga impiegata prevalentemente nelle attività strategiche principali, mentre il settore formativo resta in secondo piano.
Non è un caso che l’Intelligenza Artificiale sia considerata uno strumento talmente innovativo da poter rivoluzionare il panorama della formazione aziendale: ma quali sono i passi che le imprese devono fare per avvicinarsi a questo obiettivo e perché è così difficile?
Dalle traduzioni automatizzate alle video lezioni personalizzate

L’IA sta già dimostrando il suo valore in molteplici applicazioni formative. Strumenti come la traduzione automatica consentono di abbattere le barriere linguistiche nei corsi internazionali, mentre le video lezioni personalizzate permettono di adattare i contenuti alle specifiche esigenze dei singoli dipendenti. Tecnologie di apprendimento automatico, chatbot e piattaforme avanzate migliorano l’accessibilità e l’interattività della formazione, riducendo i costi e ottimizzando i tempi di apprendimento.
Tuttavia, l’adozione dell’IA in questo ambito rimane limitata. Tra le principali barriere rispetto all’integrazione di questo strumento ci sono:
- Mancanza di competenze interne: molte aziende non dispongono del know-how necessario per integrare efficacemente queste tecnologie.
- Preoccupazioni sulla privacy: l’uso di dati sensibili per personalizzare i percorsi formativi solleva interrogativi etici e normativi.
- Priorità strategiche diverse: spesso le risorse destinate all’IA sono concentrate su processi produttivi e analisi di mercato, relegando la formazione a un ruolo secondario.
Nonostante ciò, il potenziale dell’IA nel rendere la formazione più efficace e accessibile è evidente. Gli esperti prevedono che, con il giusto supporto tecnologico e normativo, sempre più aziende adotteranno queste soluzioni per preparare i propri dipendenti alle sfide future. Inoltre, per favorire una maggiore diffusione di queste tecnologie, è cruciale investire in formazione interna, promuovere una cultura aziendale orientata all’innovazione e sviluppare partnership con istituzioni accademiche e tecnologiche.
