Dal 2° Rapporto dell’Osservatorio delle Libere Professioni portato in evidenza in questi giorni da Fondoprofessioni emergono dati significativi: la maggior parte degli enti formatori utilizza i fondi interprofessionali, ma il Fondo Sociale Europeo rimane ancora poco accessibile. Cosa significa per imprese e lavoratori? Quali sono i prossimi passi da fare?

Quante aziende utilizzano effettivamente i fondi disponibili per formare i propri dipendenti? Perché il Fondo Sociale Europeo (FSE), che offre importanti risorse per la formazione, viene utilizzato solo da una parte degli enti formatori? E come possono le imprese sfruttare al meglio queste opportunità?
Secondo il 2° Rapporto dell’Osservatorio delle Libere Professioni di Confprofessioni, il 94% degli enti formatori si affida ai Fondi interprofessionali per finanziare la formazione continua. Tuttavia, solo il 55% accede alle risorse del FSE, un dato che solleva interrogativi sulla reale accessibilità di queste risorse e sulla necessità di semplificare le procedure di adesione.
Perché la formazione continua e la formazione finanziata sono utili a imprese e professionisti

Il rapporto evidenzia anche un altro dato significativo: oltre 760.000 imprese e più di 10 milioni di lavoratori risultano iscritti ai Fondi interprofessionali, coprendo il 68% della platea lavorativa INPS. Questo dimostra l’importanza crescente di questi strumenti per sostenere lo sviluppo delle competenze nel mondo del lavoro. Ma c’è ancora margine di crescita, soprattutto per chi non sfrutta appieno tutte le risorse disponibili.
La formazione continua rappresenta oggi un fattore determinante per la competitività delle aziende e per lo sviluppo delle competenze richieste nell’ambito lavorativo. I fondi interprofessionali, finanziati dal contributo dello 0,30% del monte salari aziendale, consentono alle imprese di ottenere corsi di aggiornamento senza costi aggiuntivi. Eppure, molte aziende non ne approfittano, spesso per mancanza di informazioni o per difficoltà burocratiche.
Rispetto ai fondi interprofessionali, il Fondo Sociale Europeo potrebbe offrire un ulteriore supporto economico alla formazione, ma l’accesso a queste risorse è ancora limitato. I motivi? Burocrazia complessa, scarsa conoscenza delle opportunità e difficoltà nella progettazione dei piani formativi.
Per colmare questo divario, è fondamentale diffondere maggiore consapevolezza sulle possibilità offerte dai diversi strumenti di finanziamento. Le imprese devono essere supportate nel comprendere quale fondo sia più adatto alle proprie esigenze e come accedervi in modo semplice ed efficace.
Il 10 aprile all’Ara Pacis si terrà la presentazione del 2° Rapporto dell’Osservatorio delle Libere Professioni, un’occasione per approfondire questi dati e trovare nuove strategie per ottimizzare l’uso dei fondi.
