Formazione Finanziata

Le competenze che sono necessarie oggi: il rischio che siano già superate

22/04/2025
Ilaria Bucataio

Secondo recenti analisi, quasi il 60% dei lavoratori non riceve formazione utile da oltre sei mesi. Eppure, il mondo del lavoro cambia ogni giorno. Come si può stare al passo con il ritmo del mercato del lavoro? Ad oggi, infatti, non è possibile andare lentamente, anzi, è necessario cambiare in maniera continuativa e tenersi sempre aggiornati. 

Una competenza, per quanto solida, ha un ciclo di vita. In un’epoca segnata da trasformazioni tecnologiche, green economy e digitalizzazione spinta, il vero vantaggio competitivo non è tanto possedere un titolo, ma continuare a costruirsi conoscenza. Le aziende lo sanno bene: cercano persone che sappiano crescere, reinventarsi, affrontare contesti mutevoli.

Ma a che punto siamo davvero, in termini di aggiornamento professionale? Una recente indagine Manpower lancia un segnale preoccupante: il 58% dei lavoratori dichiara di non aver ricevuto alcuna formazione utile negli ultimi sei mesi. E oltre un terzo si dice insoddisfatto delle opportunità di crescita offerte nel proprio ambiente di lavoro. In questo scenario, la formazione continua non è più un’opzione: è una condizione necessaria per restare agganciati al mercato.

Upskilling, reskilling e il ruolo dei fondi interprofessionali

Il lifelong learning, cioè l’apprendimento lungo tutto l’arco della vita, non è uno slogan, ma un modello concreto che oggi prende forma attraverso due strategie ben distinte: upskilling e reskilling. Da un lato, upskilling significa migliorare ciò che già si sa fare, affinando competenze esistenti per rispondere meglio alle nuove esigenze del ruolo attuale.

Reskilling, invece, è una vera e propria “trasformazione” professionale: imparare competenze nuove per cambiare mansione o settore, spesso guidati dall’automazione o da cambiamenti strutturali.

Le due dinamiche viaggiano insieme, e trovano nei fondi interprofessionali — come FonARCom, Fondo For.Te, Fondimpresa e altri — uno strumento da poter utilizzare per finanziare percorsi formativi specializzati. Non si tratta più di “formare il personale”, ma di dotare le persone degli strumenti per costruirsi un futuro lavorativo sostenibile.

Secondo il World Economic Forum, un lavoratore su due si troverà nella situazione di dover aggiornare le proprie competenze entro il 2025. Una previsione che rende evidente quanto sia urgente investire in formazione. Ma non solo: serve anche cambiare il modo di intendere la crescita professionale, riconoscendo che non esistono competenze eterne e che la formazione è l’unico antidoto alla obsolescenza.