Formazione Finanziata

PMI e formazione: il paradosso delle competenze che mancano

07/04/2025
Ilaria Bucataio

Mentre cresce il divario tra le competenze richieste e quelle effettivamente disponibili sul mercato del lavoro, molte PMI italiane riconoscono l’importanza della formazione… ma non riescono a pianificarla. Un’occasione per riflettere? L’evento promosso da Fondoprofessioni il 10 aprile a Roma. Vediamo insieme alcuni dati su formazione, competenze e PMI italiane. 

Il 58% delle PMI italiane non riesce a trovare personale con competenze adeguate. A livello europeo il dato è solo leggermente inferiore: il 54%. Eppure, la maggior parte delle aziende riconosce che la formazione è un elemento importante per affrontare questo mismatch. Ma allora, perché solo una su due la pianifica davvero? E perché una su cinque si limita ai corsi obbligatori, senza costruire percorsi di crescita reali?

È su questa contraddizione che si concentra l’analisi dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano, in vista dell’incontro promosso da Fondoprofessioni a Roma il prossimo 10 aprile. Una fotografia che racconta più di una semplice difficoltà organizzativa: siamo di fronte a un cortocircuito culturale che riguarda non solo l’industria, ma anche gli studi professionali e le aziende collegate.

PMI, studi professionali e formazione: un sistema da riallineare

Nel tessuto produttivo italiano, fatto in gran parte da piccole e medie imprese, la carenza di competenze tecniche e trasversali non è più una criticità, ma un limite concreto alla competitività. Tuttavia, nonostante il 51% delle PMI indichi la formazione come fattore strategico, spesso manca una vera cultura della pianificazione formativa. Il rischio? Che le imprese si trovino pronte a investire solo quando il problema è già esploso, perdendo occasioni di crescita, innovazione e attrattività.

Il dato diventa ancora più rilevante se guardiamo al mondo degli studi professionali: spesso motore di servizi essenziali per le aziende, ma anche realtà in cui il tempo e le risorse per formarsi sono limitati. Eppure, proprio questi contesti possono trarre enorme valore dalla formazione continua, soprattutto se supportata da strumenti come i fondi interprofessionali, che restano spesso sottoutilizzati.

L’evento organizzato da Fondoprofessioni punta i riflettori proprio su questo tema: non solo lo stato dell’arte, ma anche uno spazio per immaginare soluzioni, alleanze tra formazione e lavoro, strumenti di finanziamento già disponibili ma ancora poco conosciuti. L’invito è chiaro: trasformare la formazione da obbligo a leva competitiva. E farlo subito, prima che il mismatch di oggi diventi l’emergenza strutturale di domani.