Formazione Finanziata

Formazione continua: Fonditalia rilancia con nuove strategie e maggiori investimenti

15/11/2024
Ilaria Bucataio

Con oltre 107 milioni di euro investiti dal 2010, FondItalia è diventato un pilastro della formazione professionale in Italia, in particolare per le microimprese. Tuttavia, nuove sfide emergono, richiedendo una legislazione dedicata e un incremento dei fondi per affrontare la crescente domanda di competenze nel mercato del lavoro.

FondItalia, un fondo interprofessionale paritario, ha assunto un’importanza crescente nel panorama italiano, investendo in percorsi di aggiornamento che hanno coinvolto oltre 830mila lavoratori e circa 150mila imprese dal 2010. Tuttavia, nonostante i risultati ottenuti, il gap di competenze resta elevato, come evidenziato durante l’ultimo convegno di FondItalia a Roma, dove è emersa la necessità di riforme strutturali e di un aumento dei fondi dedicati alla formazione.

Formazione e competenze: necessità di una riforma strutturale

Il recente convegno di FondItalia, conclusosi al MAXXI di Roma, ha messo in evidenza come la domanda di competenze nel mercato del lavoro sia in continua crescita, con un fabbisogno di circa 500mila figure professionali nella sola Regione Lazio. Questo è esemplare anche della situazione che viene vissuta in diverse zone d’Italia, dove molte posizioni lavorative restano scoperte a causa della mancanza di competenze aggiornate, e la formazione continua diventa quindi essenziale per colmare questo gap.

Francesco Franco, direttore di FondItalia, ha sottolineato l’importanza di una legislazione specifica per i Fondi paritari e ha proposto di aumentare l’aliquota contributiva dallo 0,3% allo 0,5%, un passo verso la parità con paesi come la Francia, dove la percentuale è già all’1%. Questo incremento permetterebbe di rafforzare le iniziative di formazione, soprattutto alla luce della crescente partecipazione delle microimprese, che costituiscono il 91% degli aderenti a FondItalia. Queste realtà, spesso prive di risorse per finanziare autonomamente percorsi formativi, beneficiano significativamente delle opportunità offerte dai Fondi interprofessionali.

Il dibattito ha evidenziato anche l’importanza della semplificazione burocratica per migliorare l’accesso ai fondi. In questo diventa fondamentale una normativa unitaria tra Regioni e Stato, che riduca le difficoltà per le aziende con sedi su tutto il territorio nazionale. Attualmente, le differenze regionali nei criteri di accesso ai finanziamenti rappresentano un ostacolo significativo per le imprese che vogliono investire nella formazione continua.