Formazione Finanziata

Lo Smart Working in Italia tra formazione e ruoli dei manager

17/03/2024
La Redazione

L’evoluzione dello Smart Working in Italia prosegue con intensità variabile tra i diversi settori economici, delineando un panorama in continua evoluzione che riflette sia le opportunità sia le sfide del lavoro da remoto.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Smart Working della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2023 il numero di lavoratori da remoto ha raggiunto i 3,585 milioni, segnando un leggero incremento rispetto all’anno precedente e una notevole crescita rispetto al periodo pre-pandemia.

La distribuzione dei lavoratori da remoto varia significativamente tra i diversi tipi di imprese: mentre le grandi aziende e le PMI mostrano una tendenza all’adozione dello Smart Working, le microimprese e le Pubbliche Amministrazioni evidenziano un calo nell’implementazione di tale modalità lavorativa. Nonostante ciò, quasi tutte le grandi imprese e oltre la metà delle PMI hanno integrato lo Smart Working nelle loro politiche, spesso con approcci diversificati che riflettono la specificità delle loro esigenze e culture organizzative.

Gli effetti dello Smart Working

Gli effetti dello Smart Working vanno oltre la semplice flessibilità lavorativa, influenzando positivamente l’ambiente grazie alla riduzione delle emissioni di CO2, il mercato immobiliare con una maggiore ricerca di abitazioni in zone meno centralizzate, e persino lo stile di vita dei lavoratori, molti dei quali hanno optato per un cambiamento di residenza in cerca di una qualità di vita migliore. Tuttavia, il rapporto evidenzia anche le sfide legate allo Smart Working, come il rischio di tecnostress e overworking tra coloro che godono di maggiore flessibilità e responsabilità.

Il ruolo del manager nello Smart Working

Un aspetto cruciale per il successo dello Smart Working è il ruolo dei manager, che attraverso pratiche di leadership “smart” possono favorire il benessere e le prestazioni dei loro team. Le aziende con politiche mature di Smart Working, che comprendono autonomia lavorativa, formazione specifica, adeguato supporto tecnologico e una riorganizzazione degli spazi aziendali, tendono a registrare migliori risultati in termini di attrazione dei talenti, inclusività, engagement e bilanciamento tra vita professionale e personale.

In conclusione, il panorama dello Smart Working in Italia mostra un contesto dinamico, dove le iniziative innovative e una gestione attenta possono tradursi in benefici tangibili sia per i lavoratori sia per le organizzazioni. Tuttavia, la sfida rimane quella di estendere questi benefici a un numero sempre maggiore di lavoratori e settori, superando le resistenze e le difficoltà operative per costruire un futuro del lavoro sempre più flessibile e inclusivo.