Il Fondo Nuove Competenze 2025 offre alle imprese un’opportunità concreta per formare il proprio personale con un rimborso che può arrivare fino al 100% della retribuzione oraria e dei contributi previdenziali. Con un budget di 731 milioni di euro, il fondo punta a favorire l’aggiornamento delle competenze in linea con le trasformazioni digitali ed ecologiche del mercato del lavoro. Ma come funziona esattamente? E quali sono i benefici per le aziende? Scopriamolo insieme.

Le aziende che investono nella formazione dei dipendenti attraverso il Fondo Nuove Competenze – con lo sportello delle domande che è aperto dal 10 febbraio e che prevede una valutazione in ordine cronologico delle domande – possono ricevere un rimborso che varia in base a diversi fattori. Non si tratta di una copertura fissa, ma di un’agevolazione modulata sulle caratteristiche dell’impresa e sulla tipologia di formazione prevista.
Ecco le principali fasce di rimborso previste:
- 60% della retribuzione oraria per le aziende che partecipano singolarmente al programma;
- 80% della retribuzione oraria per chi aderisce a progetti formativi condivisi con altre imprese appartenenti alla stessa filiera o sistema produttivo;
- 100% della retribuzione oraria per i lavoratori coinvolti in percorsi specifici, come quelli assunti con contratti di formazione e ricerca.
Oltre alla copertura salariale, le imprese possono beneficiare anche del rimborso totale dei contributi previdenziali e di un incentivo economico aggiuntivo per determinate categorie di lavoratori: 800 euro per disoccupati preselezionati, per favorire la loro riqualificazione e inserimento nel mondo del lavoro, e 300 euro per lavoratori stagionali impiegati in settori chiave come il turismo e l’agricoltura.
Fondi disponibili e tempi stretti

L’edizione 2025 del Fondo Nuove Competenze, come specificato sopra, mette a disposizione 731 milioni di euro, ma la ripartizione non è uniforme su tutto il territorio nazionale. Le risorse sono suddivise in base allo sviluppo economico delle regioni italiane e verranno assegnate secondo l’ordine cronologico di presentazione delle domande.
Ecco come sono distribuite le risorse:
- 225,9 milioni di euro destinati alle regioni più avanzate dal punto di vista economico (tra cui Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio);
- 39,9 milioni di euro riservati alle regioni in transizione, ovvero quelle che stanno attraversando un processo di sviluppo ma non hanno ancora raggiunto i livelli delle più avanzate (come Abruzzo, Marche e Umbria);
- 464,1 milioni di euro destinati alle regioni meno sviluppate, dove l’obiettivo è incentivare maggiormente la formazione per sostenere la crescita occupazionale (tra cui Sicilia, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Basilicata).
Visto il criterio di assegnazione dei fondi, chi prima presenta la domanda ha maggiori probabilità di ottenere il finanziamento. È quindi fondamentale che le imprese interessate preparino la documentazione necessaria e aderiscano al programma il prima possibile.
