Formazione Finanziata

Formazione e sicurezza sul lavoro: ancora ritardi nell’Accordo Stati-Regione

16/12/2024
Ilaria Bucataio

L’Accordo Stato-Regioni, che dovrebbe avere l’obiettivo di uniformare durata e contenuti minimi della formazione obbligatoria sulla salute e sicurezza sul lavoro, continua a subire rinvii. Un quadro frammentato che ostacola l’evoluzione degli standard di prevenzione: quanti si dovrà attendere per avere ancora più chiaro il quadro della situazione? Vediamo insieme quali potranno essere i prossimi sviluppi sulla materia.

Il percorso per l’approvazione dell’Accordo Stato-Regioni sulla formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro si trova ancora in una fase di stallo. Nonostante la sua rilevanza, questo provvedimento non è ancora riuscito a ottenere il via libera, accumulando significativi ritardi rispetto alle scadenze previste.

L’Accordo, pensato per aggiornare e rendere più coerenti gli obblighi formativi definiti dal D.Lgs. 81/2008, ha come obiettivo principale quello di uniformare la durata, i contenuti e le modalità di erogazione della formazione obbligatoria per datori di lavoro, dirigenti e preposti. Tuttavia, dopo oltre due anni dal termine fissato per la sua approvazione, il processo decisionale resta bloccato, lasciando il settore senza una guida chiara per l’aggiornamento delle competenze in materia di sicurezza sul lavoro.

Perché l’Accordo si trova in una fase di stallo

La Conferenza Stato-Regioni ha esaminato la proposta per ben due volte nel novembre 2024, senza però arrivare a un risultato concreto. Nella seduta del 7 novembre, l’approvazione è stata rimandata a causa di obiezioni tecniche sollevate da rappresentanti regionali. Una delle questioni più rilevanti emerse riguardava la necessità di integrare il testo con norme specifiche per il recupero crediti formativi destinati ai lavoratori dei cantieri temporanei o mobili.

Durante la successiva riunione del 28 novembre, ulteriori osservazioni hanno ostacolato il processo, con la richiesta di coinvolgere un maggior numero di Parti sociali nella revisione del testo. Questi rinvii evidenziano la complessità del tema, che richiede un equilibrio tra esigenze tecniche e la necessità di ascoltare tutti gli attori coinvolti, per garantire una regolamentazione efficace e condivisa.

Nel concreto, l’assenza di un Accordo definitivo sta creando incertezza tra aziende e soggetti formatori. Senza una regolamentazione aggiornata, la formazione obbligatoria rischia di rimanere frammentata, con modalità e contenuti che variano da regione a regione. Questo ritardo penalizza soprattutto i datori di lavoro, i dirigenti e i preposti, che si trovano a operare in un contesto poco chiaro, con possibili ricadute negative sull’efficacia delle misure di prevenzione nei luoghi di lavoro.