Sempre più aziende investono in formazione tecnica e soft skills per affrontare le sfide del cambiamento e delle nuove tecnologie. Accanto alla formazione obbligatoria, quella a cui tutte le imprese devono comunque far riferimento, ci sono diversi percorsi non obbligatori su cui aziende e professionisti decidono di investire: vediamo insieme qual è la situazione attuale nel panorama italiano.

La formazione nelle imprese italiane si conferma una realtà importante a supporto dei cambiamenti organizzativi e tecnologici. Se la formazione obbligatoria è ormai uno standard consolidato, emerge un crescente impegno delle aziende nell’offrire percorsi non obbligatori per migliorare competenze tecniche, soft skills e managerialità, segno di una maggiore consapevolezza dell’importanza di queste attività per la crescita e la competitività.
La formazione non obbligatoria: un quadro diversificato

Dalla recente indagine condotta dall’Aidp (Associazione Italiana per la Direzione del Personale) su 495 aziende, emerge che oltre il 90% delle imprese offre formazione non obbligatoria ai propri dipendenti, un dato che sottolinea l’attenzione verso lo sviluppo professionale. Quasi il 40% delle aziende estende queste opportunità anche al personale esterno, come collaboratori e consulenti.
Tra i temi più trattati durante i percorsi non obbligatori, spiccano le soft skills, prioritarie per il 62% delle aziende, seguite dalla sicurezza sul lavoro (58%), dalle lingue straniere e dalle tecniche specialistiche di settore. Tuttavia, solo una minoranza dedica spazio a leadership e cultura aziendale, rispettivamente con il 25% e il 13%. Questo evidenzia un potenziale margine di crescita, soprattutto per sviluppare competenze trasversali legate alla gestione del cambiamento.
Inoltre, va sottolineato che negli ultimi tre anni l’utilizzo delle tecnologie digitali ha trasformato i metodi di formazione. Il 63% delle aziende adotta piattaforme di e-learning e formazione a distanza (FAD), mentre il 42% si avvale di webinar e il 10% sperimenta tecnologie immersive come realtà aumentata e virtuale. Un altro 17% integra sistemi di intelligenza artificiale nelle piattaforme di Learning Management System.
Questi strumenti garantiscono una maggiore flessibilità e riducono i costi logistici, pur mantenendo elevata l’efficacia formativa. Le aziende riconoscono il valore di queste innovazioni: il 66% dei rispondenti le considera utili e positive, e il 39% sta pianificando programmi di riqualificazione per affrontare l’impatto di AI e robotica.
