Secondo quanto riportato da Antonio Cocozza, professore di Sociologia del lavoro e delle organizzazione all’Università di Roma Tre, la formazione, diventata un elemento cruciale all’interno delle imprese italiane, è fondamentale anche per creare un contesto positivo di lavoro che ha ricadute sul livello e sulla qualità della produttività. Vediamo insieme perché.

Un ambiente di lavoro sano, in cui i lavoratori si sentono importanti e in cui le loro necessità sono tenute in considerazione dall’impresa, rappresenta un contesto ideale anche per poter aumentare il livello della produttività. Questo concetto è alla base di quanto dichiarato anche dal professore ordinario di Sociologia del lavoro e delle organizzazioni all’Università di Roma Tre, Antonio Cocozza.
Stando alla sua analisi, ad oggi le imprese italiane stanno attraversando una terza rivoluzione industriale basata sul digitale. In questo contesto, quindi, è necessario fare attenzione a due aspetti chiave: da un lato l’incremento del livello di produttività dell’azienda e dall’altro l’attività di formazione continua.
Formazione continua necessaria per la produttività

In che modo la formazione continua in azienda può avere delle ricadute positive sulla produttività? Stando all’analisi effettuata dal professor Cocozza, questo legame concreto è testimoniato anche dai dati. Il fatto che, grazie alle attività di formazione, ci sia un ambiente di lavoro in cui viene favorita la partecipazione, la relazione con gli altri e la centralità del dipendente, garantisce un livello maggiore di produttività in azienda.
Si evidenzia, quindi, una correlazione positiva tra valorizzazione e potenziamento delle competenze dei lavoratori e risultati di produttività. In particolare, come sottolineato dal professor Cocozza, le imprese che riescono meglio a far fiorire questa relazione sono le PMI, grazie alle opportunità di finanziamento dei fondi interprofessionali e grazie alla loro dimensione, che consente di attuare dei programmi di formazione che valorizzino al meglio le esigenze e le competenze dei lavoratori.
L’approccio giusto, in conclusione, è quello che include la formazione nei processi aziendali, perché i soli macchinari non possono portare a maggiori livelli di produttività.
