Formazione Finanziata

La necessità di una formazione funzionale: educare ad imparare

20/08/2024
Ilaria Bucataio

In Italia ci sono ancora dei passi avanti da fare rispetto all’ambito della formazione, sia per quanto riguarda quella dei giovani sia per quanto riguarda i lavoratori e l’acquisizione di nuove competenze. Interessanti gli spunti che sono arrivati dal presidente dell’Inapp, Natale Forlani, che ha indicato verso quale direzione procedere nel prossimo futuro. 

Secondo quanto emerso nell’ultimo Forum annuale delle politiche attive, che si è svolto in estate, in Italia ci sono ancora diversi passi avanti da fare per quanto riguarda il tema della formazione. Prendendo in considerazione quanto viene fatto per i giovani e per garantire un loro ingresso nel mercato del lavoro, ma anche quello che concerne l’ampliamento delle competenze dei lavoratori oppure facendo un passo indietro alla formazione scolastica, l’Italia risulta ancora indietro rispetto ai ritmi del resto dell’Europa.

Ecco perché il presidente di Inapp, Natale Forlani, ha dato dei suggerimenti sulla direzione necessaria da intraprendere per poter migliorare e, di conseguenza, rendere il mercato del lavoro più dinamico e competitivo.

Cosa fare per la formazione in Italia

Secondo quanto dichiarato da Natale Forlani, l’Italia, nell’ambito della formazione, si è trovata a dover far fronte ad alcune resistenze di tipo ideologico, che hanno quindi portato ad un crescente disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Fondamentale, quindi, è riuscire a creare una rete che funzioni anche come collegamento tra i percorsi di formazione scolastici e il mondo delle imprese e del lavoro, in modo da generare uno scambio costante di necessità e competenze.

In questo senso va aumentato il numero degli enti che si occupano di formazione in senso stretto, così che la formazione possa essere effettivamente funzionale rispetto alle esigenze sia di inserimento nel mondo del lavoro (e quindi rivolta ai giovani o ai disoccupati che devono reinserirsi), sia di nuove competenze per i lavoratori o di riqualificazione in determinati settori.

Attraverso l’utilizzo anche dei nuovi strumenti a disposizione – come le innovazioni tecnologiche – secondo Forlani è necessario “educare ad imparare”. Solo così si potrà veramente fare un passo avanti nel mondo della formazione.