Formazione Finanziata

La formazione come chiave per accelerare la transizione 5.0

14/09/2024
Ilaria Bucataio

Quali sono gli elementi chiave e le strategie da attuare per velocizzare la transizione 5.0 dell’Italia? Una recente ricerca condotta da The European House-Ambrosetti, che ha visto anche la collaborazione di Philip Morris Italia, ha messo in evidenza l’importanza della formazione e dell’aggiornamento delle competenze per rispondere alle incalzanti sfide della transizione 5.0. 

Secondo quanto riportato nel paper pubblicato in seguito alla ricerca condotta da The European House-Ambrosetti insieme a Philip Morris Italia, dal titolo “Italia 5.0, le competenze del futuro per lo sviluppo dell’innovazione nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale in Italia e in UE”, è necessario che venga stipulato un nuovo accordo che punti in una direzione ben precisa e che si basi su strategie efficaci e condivise.

Da un lato si evidenzia l’esigenza di una formazione continua, dell’aggiornamento delle competenze e di una rete stabile di relazioni tra enti di formazione, sistema educativo e imprenditoriale e istituzionale. Ma di cosa si parla, in particolare, quando si cita la formazione? Vediamo nel dettaglio quali sono le strategie da attuare per realizzare la transizione 5.0.

Transizione 5.0: la formazione continua e professionale come strategia

Gli stakeholders che si sono confrontati sui nodi da sciogliere e sulle strategie da attuare per compiere il passo decisivo verso la transizione 5.0 hanno identificato cinque diverse strade da percorrere per riuscire a raggiungere l’obiettivo. Tra queste troviamo la digitalizzazione delle PMI, la collaborazione continua tra pubblico e privato, la valorizzazione delle imprese capofiliera, che avranno un ruolo fondamentale nell’attuazione della digitalizzazione e della sostenibilità del proprio settore.

Per quanto riguarda la formazione, invece, la strategia identifica due diversi ambiti di intervento. Da un lato si rende necessario puntare sulla formazione in ingresso, con la proposta di un piano Marshall delle competenze che punti su alfabetizzazione digitale e su laureati ICT, oltre che su un maggior numero di studenti iscritti ai percorsi ITS.

L’altro ambito su cui puntare è quello della formazione permanente, con percorsi di upskilling e reskilling fondamentali per supportare la transizione digitale nell’ambito del lavoro.