L’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie trasformeranno il panorama formativo, per questo sarà necessario rispondere alla sfida cercando di integrare valore sociale e un approccio umanistico per rispondere alle sfide del 2035. In quest’ottica si inserisce una nuova ricerca: scopriamo insieme di che cosa si tratta.

Il mondo della formazione aziendale sta vivendo una continua evoluzione, spinta dall’adozione di nuove tecnologie e dalle innovazioni digitali. In questo contesto, una recente ricerca condotta da Skilla e Incontatto ha cercato di mappare le tendenze che si svilupperanno nelle Academy aziendali fino al 2035. L’obiettivo è quello di fornire una guida strategica per le aziende, affinché possano sviluppare programmi formativi efficaci, capaci di anticipare le esigenze future del mercato e della società. La ricerca si focalizza su sei aree chiave – content, experience, tool, track, language e value proposition – che rappresentano i pilastri su cui si baserà l’innovazione formativa nei prossimi anni.
Verso un nuovo modello di apprendimento

La formazione è destinata a diventare il fulcro di un cambiamento dove il valore sociale e le nuove tecnologie si intrecciano per creare un approccio educativo più inclusivo e personalizzato. L’integrazione dell‘intelligenza artificiale (IA) nei percorsi formativi rappresenta una delle innovazioni più promettenti, offrendo la possibilità di adattare i contenuti alle necessità individuali e di creare esperienze di apprendimento altamente interattive, immersive e personalizzate. Tuttavia, la tecnologia non sarà l’unico protagonista di questo cambiamento. La dimensione umana dell’apprendimento, con un’attenzione particolare all’emozione e all’interazione, rimarrà un elemento imprescindibile.
Nel nuovo scenario formativo delineato dalla ricerca, l’IA e le tecnologie digitali non sostituiranno l’approccio umanistico, ma lo potenzieranno, rendendo possibile un apprendimento più profondo e significativo. Le aziende che sapranno sfruttare queste innovazioni, mantenendo al contempo un forte legame con i valori umani e sociali, saranno in grado di creare programmi formativi che non solo migliorano le competenze tecniche, ma contribuiscono anche al benessere individuale e collettivo.
L’approccio alla formazione del futuro sarà sempre più olistico, incentrato sull’individuo nella sua interezza. Le metodologie adaptive, che permettono di personalizzare i percorsi di apprendimento in base alle esigenze e alle aspirazioni di ciascuno, rappresentano un passo avanti rispetto ai modelli tradizionali, statici e standardizzati.
Inoltre, la figura del formatore dovrà evolversi, assumendo un ruolo di maggiore responsabilità. Non si tratterà più solo di trasmettere conoscenze, ma di guidare i partecipanti in un percorso di scoperta personale e professionale, stimolando una crescita completa. L’umanizzazione dell’apprendimento, quindi, non sarà sacrificata sull’altare della tecnologia, ma sarà potenziata da essa, creando un equilibrio tra progresso digitale e interazione umana. Questo lo scenario individuato dalla ricerca.
