Formazione Finanziata

Unioncamere, il rapporto sul mondo del lavoro 2024-2028: formazione al primo posto

08/09/2024
Ilaria Bucataio

Secondo l’ultimo rapporto pubblicato da Unioncamere, nel prossimo quadriennio sono destinati a salire i posti di lavoro in Italia. Questo dipenderà in parte dalla necessità di sostituire chi lascerà il mercato del lavoro, ma non solo. In questo quadro, quali sono le competenze che potranno fare la differenza e, in generale, quali i profili che verranno maggiormente cercati? 

Considerando lo scenario attuale in Italia, Unioncamere, attraverso l’ultimo rapporto pubblicato, ha sottolineato come nel quadriennio 2024-2028 ci sarà un fabbisogno occupazionale in crescita. Si passerà quindi dai 3,4 milioni di posti di lavoro ai 3,9 milioni ipotizzati: ma come cambierà il mercato del lavoro e quali saranno le competenze necessarie per essere competitivi e poter inserirsi?

Stando a quanto riportato, il fattore che influenzerà maggiormente la domanda di lavoro sarà la necessità di sostituire il mercato in uscita. Non solo, anche PNRR avrà la sua influenza, dato che, se operasse al meglio, potrebbe creare circa 970mila posti di lavoro. A tratte vantaggio, in questo caso, saranno le imprese che si occupano di finanza e consulenza, seguite da quelle del turismo, dal settore della formazione e della cultura e, infine, da quello delle costruzioni e delle infrastrutture.

Mercato del lavoro in evoluzione: le competenze richieste

Ma quali saranno i profili maggiormente ricercati dalle imprese del settore privato? Stando al rapporto di Unioncamere, ci sarà bisogno di lavoratori che abbiano una formazione terziaria (per circa il 37% della domanda di lavoro), e che quindi hanno una laurea oppure hanno svolto un percorso in un ITS.

Per il restante 47/48% saranno richiesti profili che hanno completato la formazione secondaria di secondo grado in un istituto tecnico-professionale. Forte, infatti, sarà la domanda proveniente dal settore dell’agricoltura e dell’industria, compreso il comparto moda, logistica e agroalimentare, che potrebbe però andare incontro all’offerta di lavoratori immigrati da inserire nelle posizioni vacanti.

Da un lato, quindi, sarà necessario realizzare gli obiettivi del PNRR così come previsto, e dall’altro sarà necessario che il sistema formativo risponda in maniera concreta, con percorsi pensati per facilitare l’ingresso degli studenti nel mercato del lavoro.