Nel contesto della terza edizione del Fondo Nuove Competenze per le Innovazioni (FNC3), le organizzazioni sindacali CGIL, CISL e UIL hanno rilasciato una nota esplicativa volta a fare chiarezza sui meccanismi di condivisione dei piani formativi nell’ambito del Protocollo d’intesa firmato con Fondimpresa. Le aziende che sono interessate a presentare domanda, quindi, sono invitate a prendere visione della nota.

Il recente aggiornamento riguardante il FNC3 ha richiesto un’attenta analisi e interpretazione delle modalità operative previste dal Protocollo di condivisione dei piani formativi di Fondimpresa. Le principali organizzazioni sindacali hanno evidenziato l’importanza di una sottoscrizione chiara e condivisa dell’accordo di rimodulazione dell’orario di lavoro, elemento fondamentale per il corretto avvio dei progetti formativi finanziati. Tale procedura, infatti, non solo definisce i termini della collaborazione tra le aziende, ma stabilisce anche i confini di intervento dei vari attori coinvolti, facendo in modo che la risorse del Conto Formazione siano impiegate nel modo giusto e corrispondente alle regole ministeriali.
Accordo di rimodulazione e condivisione del piano formativo

Il primo aspetto evidenziato nella nota pubblicata da Fondimpresa riguarda la necessità che, per i raggruppamenti aziendali che operano all’interno di sistemi e filiere formative, l’accordo relativo alla rimodulazione dell’orario di lavoro debba essere sottoscritto in maniera unità e condivisa. In pratica, se si opta per una gestione collettiva, il documento va firmato non solo dall’impresa che ha il ruolo di capofila, ma da tutte le aziende che fanno parte della rete, nonché dai relativi interlocutori sindacali.
Tale modalità assicura che ogni soggetto coinvolto sia informato e partecipe alle modifiche organizzative, rispettando i parametri fissati dall’Avviso Ministeriale FNC3. Qualora non si raggiunga un’intesa univoca, la responsabilità rimane in capo alla capofila, che agirà secondo le disposizioni ministeriali. In questo modo, si mira a evitare fraintendimenti e a garantire che ogni impresa operi nel rispetto dei contenuti minimi richiesti per i piani formativi.
Il ruolo della commissione paritetica nazionale
Un ulteriore punto di chiarimento riguarda la gestione dei piani formativi nelle aziende prive di una rappresentanza sindacale strutturata. Per tali realtà, l’accordo di rimodulazione, unitamente alla condivisione del piano formativo, dovrà essere ratificato anche dalle organizzazioni territoriali di CGIL, CISL e UIL, o secondo accordi specifici a livello locale.
La nota sindacale sottolinea che non è possibile attivare alcun meccanismo di silenzio-assenso: la sottoscrizione esplicita dell’accordo è obbligatoria, in conformità con le direttive ministeriali. Inoltre, per i casi gestiti dalla Commissione Paritetica Nazionale (CPN), la procedura di condivisione del piano formativo richiede la presentazione di una documentazione completa che comprenda sia il formato previsto dal protocollo che il progetto formativo integrato nell’accordo di rimodulazione. Solo a seguito della sottoscrizione da parte delle categorie interessate potrà essere confermata la titolarità della CPN nelle relative fattispecie.
