Formazione Finanziata

Fondo Nuove Competenze: perché affidarsi ad un consulente

26/12/2024
Ilaria Bucataio

La terza edizione del Fondo Nuove Competenze è stata finalmente annunciata in maniera ufficiale, e potrà partire concretamente dal 10 febbraio 2025, data dalla quale sarà possibile presentare le domande di ammissione al Fondo. Per le aziende che intendono partecipare, però, può essere necessario affidarsi ad un consulente: perché e come sceglierlo? Scopriamolo insieme.

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Il Fondo Nuove Competenze, dopo un lungo periodo di attesa in cui professionisti ed aziende attendevano il momento in cui sarebbero stati informati su tempistiche e modalità dell’avviso, ha annunciato la partenza della terza edizione. Formalmente l’avvio è previsto dal 10 febbraio 2025, quando aziende e imprenditori interessati potranno inoltrare la loro candidatura, presentando un progetto formativo per i lavoratori.

In vista dell’apertura della finestra di presentazione, è necessario avvalersi del supporto di un professionista? Vediamo insieme perché potrebbe essere necessario rivolgersi ad un consulente e come sceglierlo per partecipare al Fondo Nuove Competenze.

Il consulente per il Fondo Nuove Competenze

Se l’azienda decide di affidarsi ad un consulente per sfruttare l’opportunità offerta dal Fondo Nuove Competenze, innanzitutto dovrà scegliere un professionista che ha già una valida esperienza nel settore della formazione e in particolar modo della gestione dei fondi interprofessionali, comprese le operazioni di progettazione ed erogazione dei percorsi formativi.

Chiaramente dovrà essere preferenziale l’aver già gestito progetti o aver già supportato aziende nelle diverse fasi previste dal Fondo Nuove Competenze, poiché tra i compiti del consulente, oltre all’avere un contatto diretto e costante con l’azienda, rientrano anche tutta una serie di procedure tecniche e burocratiche che vanno gestite con precisione e competenza. Tra queste, ad esempio, c’è il caricamento di tutta la documentazione richiesta in piattaforma per ultimare la fase di presentazione della domanda.

Successivamente, il consulente dovrà gestire le eventuali integrazioni che possono essere richieste dal Fondo all’azienda e dovrà farlo in maniera puntuale, rispettando tempistiche e modalità. Oltre a questo, al consulente spetterà l’attento controllo della fase di erogazione della formazione, con la predisposizione dei registri, il monitoraggio delle ore svolte dai partecipanti, il rilascio delle attestazioni previste in fase di progettazione e la gestione della fase finale del progetto, ovvero la rendicontazione.